Vasi ribaltati davanti alla chiesa, la denuncia di don Nino Prisciandaro
Piante rovesciate e terriccio sul sagrato: un gesto vandalico che riaccende il tema del rispetto degli spazi comuni e del senso civico
lunedì 24 agosto 2026
Un gesto compiuto in pochi istanti, ma sufficiente a lasciare dietro di sé sporco, danni e soprattutto amarezza. È quanto accaduto nella notte tra sabato 22 agosto e domenica 23, davanti alla chiesa di Santa Maria della Stella, a Terlizzi, dove qualcuno ha ribaltato i vasi sistemati sul sagrato, rovesciando piante e terriccio e deturpando uno spazio della comunità.
A denunciare l'episodio è il parroco don Nino Prisciandaro, che affida a un messaggio pubblico la propria amarezza e, insieme, un richiamo al senso di responsabilità. «Questa notte qualcuno ha pensato di "divertirsi" ribaltando i vasi posti davanti alla nostra chiesa, rovesciando piante e terriccio e lasciando sporco il sagrato», racconta.
Un atto vandalico apparentemente piccolo, ma che assume un significato più ampio quando colpisce un luogo che appartiene a tutti. «Il sagrato di una chiesa è luogo di incontro, di accoglienza, di passaggio; è parte della nostra città», sottolinea Don Nino. E proprio per questo, aggiunge, «sporcare, danneggiare e deturpare ciò che è di tutti non è una bravata: è inciviltà».
Il caso si inserisce in una serie di comportamenti che, anche in città, alimentano da tempo il problema del rispetto degli spazi pubblici e delle regole della convivenza. Piccoli atti vandalici, comportamenti irrispettosi, utilizzo spesso pericoloso degli spazi pedonali e atteggiamenti che sembrano considerare ciò che è pubblico come qualcosa di cui nessuno debba realmente farsi carico. Episodi diversi, ma riconducibili a un medesimo problema: un sempre più scarso senso civico.
«Dispiace constatare come, mentre tante persone dedicano gratuitamente tempo, energie e attenzione per rendere più belli e decorosi i nostri luoghi, bastino pochi gesti irresponsabili per mortificare il lavoro e la cura degli altri», osserva ancora Don Nino.
La risposta, però, non può essere soltanto quella della rabbia. «Non voglio rispondere con rabbia, ma con un richiamo al senso di responsabilità», spiega. Un richiamo che riguarda soprattutto l'educazione al rispetto, alla bellezza e al bene comune, ma che deve necessariamente accompagnarsi anche alla capacità di far rispettare le regole.
Perché quando l'educazione e il senso di responsabilità non bastano, diventano inevitabili anche i controlli e le sanzioni. Il rispetto degli altri e degli spazi comuni non può essere affidato soltanto alla buona volontà: i comportamenti incivili non possono trasformarsi in una consuetudine né continuare a passare senza conseguenze.
Intanto, sarà necessario rimettere ordine. «Puliremo e rimetteremo tutto a posto», fa sapere Don Nino. Resterà però «l'amarezza per un gesto che non dovrebbe trovare posto nella nostra comunità».
Un episodio che, al di là dei vasi rovesciati e del terriccio lasciato sul sagrato, pone ancora una volta una domanda più grande: quanto siamo capaci di prenderci cura dei luoghi che appartengono a tutti? Una comunità civile si misura anche da questo, dalla capacità di rispettare ciò che è pubblico e il lavoro di chi, spesso gratuitamente, si impegna per renderlo più bello. L'accaduto si inserisce in un quadro più ampio di comportamenti che, in diversi punti della città, raccontano una preoccupante difficoltà a rispettare le regole della convivenza. Dalle biciclette elettriche condotte a velocità sostenuta nelle zone pedonali alle deiezioni canine lasciate sui marciapiedi e aiuole senza che i legittimi proprietari provvedano a raccoglierle, l'abbandono di rifiuti: sono tanti i piccoli episodi che quotidianamente finiscono per compromettere il decoro e la vivibilità degli spazi comuni.
Comportamenti diversi, ma accomunati da una stessa matrice: la scarsa considerazione per gli altri, per il bene pubblico e, in alcuni casi, anche per la sicurezza delle persone. È su questo terreno che il richiamo al senso civico deve necessariamente accompagnarsi a controlli più puntuali e, quando necessario, a sanzioni. Perché educare e sensibilizzare resta fondamentale, ma dove il rispetto delle regole continua a essere ignorato, non può diventare normale che l'inciviltà resti senza conseguenze.
A denunciare l'episodio è il parroco don Nino Prisciandaro, che affida a un messaggio pubblico la propria amarezza e, insieme, un richiamo al senso di responsabilità. «Questa notte qualcuno ha pensato di "divertirsi" ribaltando i vasi posti davanti alla nostra chiesa, rovesciando piante e terriccio e lasciando sporco il sagrato», racconta.
Un atto vandalico apparentemente piccolo, ma che assume un significato più ampio quando colpisce un luogo che appartiene a tutti. «Il sagrato di una chiesa è luogo di incontro, di accoglienza, di passaggio; è parte della nostra città», sottolinea Don Nino. E proprio per questo, aggiunge, «sporcare, danneggiare e deturpare ciò che è di tutti non è una bravata: è inciviltà».
Il caso si inserisce in una serie di comportamenti che, anche in città, alimentano da tempo il problema del rispetto degli spazi pubblici e delle regole della convivenza. Piccoli atti vandalici, comportamenti irrispettosi, utilizzo spesso pericoloso degli spazi pedonali e atteggiamenti che sembrano considerare ciò che è pubblico come qualcosa di cui nessuno debba realmente farsi carico. Episodi diversi, ma riconducibili a un medesimo problema: un sempre più scarso senso civico.
«Dispiace constatare come, mentre tante persone dedicano gratuitamente tempo, energie e attenzione per rendere più belli e decorosi i nostri luoghi, bastino pochi gesti irresponsabili per mortificare il lavoro e la cura degli altri», osserva ancora Don Nino.
La risposta, però, non può essere soltanto quella della rabbia. «Non voglio rispondere con rabbia, ma con un richiamo al senso di responsabilità», spiega. Un richiamo che riguarda soprattutto l'educazione al rispetto, alla bellezza e al bene comune, ma che deve necessariamente accompagnarsi anche alla capacità di far rispettare le regole.
Perché quando l'educazione e il senso di responsabilità non bastano, diventano inevitabili anche i controlli e le sanzioni. Il rispetto degli altri e degli spazi comuni non può essere affidato soltanto alla buona volontà: i comportamenti incivili non possono trasformarsi in una consuetudine né continuare a passare senza conseguenze.
Intanto, sarà necessario rimettere ordine. «Puliremo e rimetteremo tutto a posto», fa sapere Don Nino. Resterà però «l'amarezza per un gesto che non dovrebbe trovare posto nella nostra comunità».
Un episodio che, al di là dei vasi rovesciati e del terriccio lasciato sul sagrato, pone ancora una volta una domanda più grande: quanto siamo capaci di prenderci cura dei luoghi che appartengono a tutti? Una comunità civile si misura anche da questo, dalla capacità di rispettare ciò che è pubblico e il lavoro di chi, spesso gratuitamente, si impegna per renderlo più bello. L'accaduto si inserisce in un quadro più ampio di comportamenti che, in diversi punti della città, raccontano una preoccupante difficoltà a rispettare le regole della convivenza. Dalle biciclette elettriche condotte a velocità sostenuta nelle zone pedonali alle deiezioni canine lasciate sui marciapiedi e aiuole senza che i legittimi proprietari provvedano a raccoglierle, l'abbandono di rifiuti: sono tanti i piccoli episodi che quotidianamente finiscono per compromettere il decoro e la vivibilità degli spazi comuni.
Comportamenti diversi, ma accomunati da una stessa matrice: la scarsa considerazione per gli altri, per il bene pubblico e, in alcuni casi, anche per la sicurezza delle persone. È su questo terreno che il richiamo al senso civico deve necessariamente accompagnarsi a controlli più puntuali e, quando necessario, a sanzioni. Perché educare e sensibilizzare resta fondamentale, ma dove il rispetto delle regole continua a essere ignorato, non può diventare normale che l'inciviltà resti senza conseguenze.