Terlizzi rende omaggio a don Pietro Pappagallo tra storia, libri e cinema
Il resoconto della serata dedicata alla memoria del sacerdote terlizzese
sabato 28 marzo 2026
A partire dalle ore 19.00 di giovedì 26 marzo, la sala consiliare del Comune di Terlizzi, in corso Vittorio Emanuele II, ha ospitato una partecipata serata dedicata alla memoria di Don Pietro Pappagallo, nel cuore delle commemorazioni per l'82° anniversario dell'eccidio delle Fosse Ardeatine.
L'iniziativa ha voluto rendere omaggio a uno dei figli più illustri della città, sacerdote terlizzese protagonista della Resistenza romana e ucciso il 24 marzo 1944 dai nazisti. L'evento è stato fortemente voluto e sostenuto economicamente dall'Amministrazione comunale di Terlizzi -assessorato alla cultura, con la collaborazione organizzativa della Pro Loco UNPLI Terlizzi. Presente il presidente Franco Dello Russo, che attraverso testimonianze ed un lungo lavoro di ricerca ha aiutato a ricostruire la vita del sacerdote terlizzese.
Al centro della serata il racconto della genesi di "La buona battaglia", fiction Rai andata in onda nel 2006 che racconta la vita, il coraggio e il sacrificio di Don Pietro. A interpretare il sacerdote terlizzese fu Flavio Insinna, mentre la regia fu affidata a Gianfranco Albano, intervenuto durante l'incontro in collegamento da remoto.
La fiction nacque sulla base degli studi e delle testimonianze del professor Antonio Lisi, compianto conoscitore della figura del sacerdote. Antonio Lisi era stato amico diretto di don Pietro Pappagallo e, più di chiunque altro, custodiva dettagli, episodi e aspetti della sua vita quotidiana, poi diventati materiale prezioso per la ricostruzione cinematografica.
Oggi quella memoria continua a vivere attraverso il nipote omonimo, Antonio Lisi, che nel corso della serata ha saputo raccontare con partecipazione e precisione, tantissime dinamiche legate sia alla figura del nonno sia alla realizzazione della fiction. Per lui quei racconti rappresentano un patrimonio familiare e proprio per questo il suo intervento è stato particolarmente apprezzato dal pubblico.
Antonio Lisi ha ricordato come attori e regista si confrontarono a lungo con il professore per comprendere come rendere don Pietro nel modo più autentico possibile sul piccolo schermo. Ne è emersa la figura di un uomo semplice, libero, profondamente umano, capace di aprire le porte a ebrei, perseguitati politici, partigiani e militari senza chiedere nulla in cambio, fino al sacrificio finale consumato alle Fosse Ardeatine.
«Ricordare Don Pietro Pappagallo significa trasmettere ai più giovani un esempio concreto di coraggio, libertà e solidarietà. La memoria non è mai un esercizio del passato, ma uno strumento per costruire una comunità più consapevole e inclusiva», ha sottolineato l'assessora Daniela Zappatore.
Una serata intensa e partecipata, dunque, che ha unito storia, cinema e testimonianza diretta, restituendo alla città il valore di una figura che continua ancora oggi a rappresentare un'eredità viva per Terlizzi e per l'intero Paese.
L'iniziativa ha voluto rendere omaggio a uno dei figli più illustri della città, sacerdote terlizzese protagonista della Resistenza romana e ucciso il 24 marzo 1944 dai nazisti. L'evento è stato fortemente voluto e sostenuto economicamente dall'Amministrazione comunale di Terlizzi -assessorato alla cultura, con la collaborazione organizzativa della Pro Loco UNPLI Terlizzi. Presente il presidente Franco Dello Russo, che attraverso testimonianze ed un lungo lavoro di ricerca ha aiutato a ricostruire la vita del sacerdote terlizzese.
Al centro della serata il racconto della genesi di "La buona battaglia", fiction Rai andata in onda nel 2006 che racconta la vita, il coraggio e il sacrificio di Don Pietro. A interpretare il sacerdote terlizzese fu Flavio Insinna, mentre la regia fu affidata a Gianfranco Albano, intervenuto durante l'incontro in collegamento da remoto.
La fiction nacque sulla base degli studi e delle testimonianze del professor Antonio Lisi, compianto conoscitore della figura del sacerdote. Antonio Lisi era stato amico diretto di don Pietro Pappagallo e, più di chiunque altro, custodiva dettagli, episodi e aspetti della sua vita quotidiana, poi diventati materiale prezioso per la ricostruzione cinematografica.
Oggi quella memoria continua a vivere attraverso il nipote omonimo, Antonio Lisi, che nel corso della serata ha saputo raccontare con partecipazione e precisione, tantissime dinamiche legate sia alla figura del nonno sia alla realizzazione della fiction. Per lui quei racconti rappresentano un patrimonio familiare e proprio per questo il suo intervento è stato particolarmente apprezzato dal pubblico.
Antonio Lisi ha ricordato come attori e regista si confrontarono a lungo con il professore per comprendere come rendere don Pietro nel modo più autentico possibile sul piccolo schermo. Ne è emersa la figura di un uomo semplice, libero, profondamente umano, capace di aprire le porte a ebrei, perseguitati politici, partigiani e militari senza chiedere nulla in cambio, fino al sacrificio finale consumato alle Fosse Ardeatine.
«Ricordare Don Pietro Pappagallo significa trasmettere ai più giovani un esempio concreto di coraggio, libertà e solidarietà. La memoria non è mai un esercizio del passato, ma uno strumento per costruire una comunità più consapevole e inclusiva», ha sottolineato l'assessora Daniela Zappatore.
Una serata intensa e partecipata, dunque, che ha unito storia, cinema e testimonianza diretta, restituendo alla città il valore di una figura che continua ancora oggi a rappresentare un'eredità viva per Terlizzi e per l'intero Paese.