Sold out per "Un colpo alla vita" del regista Massimiliano Tedeschi

Un'occasione, quella andata in scena al Politeama di Bisceglie, per richiamare l'attenzione sul tema dell'assistenza ai malati di Sla

giovedì 4 giugno 2026 8.31
Il preannunciato successo del mediometraggio "Un Colpo alla Vita" del regista Massimiliano Tedeschi, si è puntualmente verificato Il 30 maggio. Infatti, il cinema teatro Politeama di Bisceglie ha registrato il sold out.

Dopo la proiezione dell'opera vissuta dall'intera platea con palpitante intensa sensazione, il giornalista Franco Tempesta ha presentato il regista, palesemente emozionato per gli scroscianti applausi.

Tedeschi ha spiegato come è nato il progetto di affrontare il tema sulla "Sclerosi Laterale Amiotrofica" ed i rischi che si potevano correre in considerazione della tematica così impegnativa. «Per riuscire nell'intento mi sono immerso nello studio e nelle ricerche approfondite dei vari trattati de quo perché il desiderio di accendere ancor di più il "faro" sulla sofferenza dei pazienti, sui loro familiari, sui grandi disagi che ne derivano, sulla carenza di assistenza domiciliare, sulla abnegazione e sacrifici dei ricercatori scientifici, dei medici e delle associazioni interessate, era così grande che bisognava superare ad ogni costo le difficoltà. Ho potuto contare anche sul contributo di informazioni delle Associazioni del settore "A.I.S.L.A. A.P.S." di Milano e "Luca Coscioni" di Roma, che, attraverso le rispettive "cellule" di Bari, hanno presenziato all'evento».

Rimaneva il compito arduo di affidare le parti di protagonista. Le scelte sono ricadute de plano su due professionisti di collaudata esperienza e soprattutto di estrema sensibilità che i ruoli richiedevano: la barese Simona Rutigliano ed il biscegliese Nicola Losapio che hanno commentato la propria esperienza.

Simona Rutigliano: «Affrontare il personaggio di Claudia è stato forse il lavoro più difficile della mia carriera. Per prepararmi ho studiato il movimento, il respiro, la postura: la SLA cambia il corpo in modo lento e implacabile ed io dovevo raccontarlo con verità. Ho visionato film, documentari, ho parlato con medici, pazienti e con familiari di pazienti per capire cosa non si vede : la fatica di ogni gesto, la frustrazione, ma anche la lucidità che resta. La vera sfida è stata emotiva. Ogni giorno sul set dovevo entrare in una fragilità così profonda e poi uscirne per tornare a casa. La difficoltà più grande non era il corpo, era non tradire l'anima del personaggio. Dovevo essere credibile nel dolore, ma senza rubare dignità a chi la vive davvero. È stato un atto di responsabilità, prima che di recitazione. Voglio comunque ringraziare il regista Massimiliano Tedeschi che pur esigente crea la giusta atmosfera per la scena mettendoci nelle condizioni psicologiche ideali soprattutto in questa opera»;

Nicola Losapio: «Non è stato facile immedesimarmi nel marito di Claudia che giorno dopo giorno viene costantemente aggredita da quella terribile malattia, tanto che nonostante il grande amore che prova per lei si rifugia disperato nelle braccia di un'altra donna. Poi ritorna in sé e cerca in tutti i modi didissuadere Claudia dal desiderio senza ritorno del suicidio medicalmente assistito, affidandosi anche alla fede».

A seguire, anche le coprotagoniste hanno commentato i propri ruoli: Quindi è stata la volta: Infine il regista Massimiliano Tedeschi ha invitato sul palco tutto il cast ringraziando: Michele Longo, Carmela Tarantini, Elisabetta Mastrototaro, Alfonso Miscioscia, Ludovica Amorese, Joses Pellegrini, Paolo Pasquale, Maurizio Taccardo e Simona Galasso, ringraziando altresì tutte le comparse, l'autore della colonna sonora Francesco Paolo Ferrante, la direttrice della fotografia Raffaella Fasano e la voce "fuoricampo" il giornalista Franco Tempesta.

A tutti loro il pubblico ha tributato un lungo applauso.