Sciopero Tir, Coldiretti lancia l'allarme sul rischio fiori al macero
In pericolo il 20% del fatturato annuale
mercoledì 21 ottobre 2026
12.07
Cresce la forte preoccupazione tra i produttori e gli operatori del florovivaismo pugliese per gli effetti degli scioperi dei trasporti, proprio alla vigilia di una delle ricorrenze più importanti dell'anno per il comparto, quella di Ognissanti e della commemorazione dei Defunti, a causa dello stallo della logistica, con presidi e blocchi sulla Andria - Corato e nel Foggiano, che rischia infatti di paralizzare una filiera che concentra in questi giorni una parte importante del proprio fatturato annuale, mettendo a rischio la raccolta, la commercializzazione e la consegna di fiori recisi e piante in vaso. A denunciarlo è Coldiretti Puglia, che lancia l'allarme per le aziende floricole pugliesi, alle prese con una finestra commerciale strettissima. Senza la garanzia delle spedizioni, i fiori già pronti per essere raccolti e commercializzati rischiano di non arrivare ai mercati e ai punti vendita e di essere inevitabilmente destinati al macero, con danni economici pesantissimi per le imprese agricole.
Il rischio è particolarmente grave per il mercato all'ingrosso, considerato che le spedizioni più importanti verso il Nord Italia devono essere effettuate a ridosso di questo fine settimana e, al massimo, entro lunedì della prossima settimana – insiste Coldiretti Puglia - un ritardo di pochi giorni, nel caso di prodotti deperibili e legati a una ricorrenza precisa, può tradursi nella perdita dell'intero valore della produzione.
La posta in gioco è rilevante per la Puglia, che rappresenta un polo florovivaistico di primo piano a livello nazionale, considerato che la regione produce il 10% dei crisantemi italiani, il 34% dei garofani, il 23% delle rose, il 13% delle gerbere e il 16% delle fresie, oltre a quote significative di specie floricole minori come anemoni, statici e dalie. Sono complessivamente 853 le aziende floricole pugliesi, con una forte concentrazione nei distretti di Taviano e Leverano nel Salento e nell'area barese con Terlizzi, Canosa, Bisceglie, Molfetta, Ruvo di Puglia e Giovinazzo.
Il crisantemo, simbolo per eccellenza della commemorazione dei Defunti, rappresenta uno dei prodotti più esposti al rischio. La sua produzione richiede una programmazione estremamente precisa della fioritura, attraverso la gestione delle ore di luce e di buio, proprio per arrivare sul mercato nel momento stabilito – spiega Coldiretti Puglia - per questo, interrompere la catena logistica a ridosso della ricorrenza significa mettere a rischio una produzione che non può essere semplicemente conservata e venduta più avanti.
Il settore arriva a questo appuntamento già gravato dall'aumento dei costi di produzione, degli imballaggi e dei trasporti. Il blocco logistico rischia ora di trasformare una difficoltà economica in una perdita secca per le aziende, colpendo proprio il momento dell'anno nel quale il florovivaismo realizza una quota significativa del proprio giro d'affari. Coldiretti ricorda infatti che la ricorrenza dei Defunti rappresenta per la floricoltura italiana il momento più importante dell'anno, con circa un quinto del fatturato concentrato in questo periodo.
Per questo Coldiretti Puglia rivolge un appello urgente alle istituzioni affinché si trovi una mediazione immediata e siano garantiti i flussi commerciali indispensabili alla movimentazione dei prodotti agricoli deperibili. Non si tratta soltanto di assicurare la consegna dei fiori ai mercati, ma di tutelare il reddito delle imprese agricole e il lavoro di migliaia di operatori lungo una filiera che proprio in questi giorni si gioca una parte decisiva della propria annata.
Il rischio è particolarmente grave per il mercato all'ingrosso, considerato che le spedizioni più importanti verso il Nord Italia devono essere effettuate a ridosso di questo fine settimana e, al massimo, entro lunedì della prossima settimana – insiste Coldiretti Puglia - un ritardo di pochi giorni, nel caso di prodotti deperibili e legati a una ricorrenza precisa, può tradursi nella perdita dell'intero valore della produzione.
La posta in gioco è rilevante per la Puglia, che rappresenta un polo florovivaistico di primo piano a livello nazionale, considerato che la regione produce il 10% dei crisantemi italiani, il 34% dei garofani, il 23% delle rose, il 13% delle gerbere e il 16% delle fresie, oltre a quote significative di specie floricole minori come anemoni, statici e dalie. Sono complessivamente 853 le aziende floricole pugliesi, con una forte concentrazione nei distretti di Taviano e Leverano nel Salento e nell'area barese con Terlizzi, Canosa, Bisceglie, Molfetta, Ruvo di Puglia e Giovinazzo.
Il crisantemo, simbolo per eccellenza della commemorazione dei Defunti, rappresenta uno dei prodotti più esposti al rischio. La sua produzione richiede una programmazione estremamente precisa della fioritura, attraverso la gestione delle ore di luce e di buio, proprio per arrivare sul mercato nel momento stabilito – spiega Coldiretti Puglia - per questo, interrompere la catena logistica a ridosso della ricorrenza significa mettere a rischio una produzione che non può essere semplicemente conservata e venduta più avanti.
Il settore arriva a questo appuntamento già gravato dall'aumento dei costi di produzione, degli imballaggi e dei trasporti. Il blocco logistico rischia ora di trasformare una difficoltà economica in una perdita secca per le aziende, colpendo proprio il momento dell'anno nel quale il florovivaismo realizza una quota significativa del proprio giro d'affari. Coldiretti ricorda infatti che la ricorrenza dei Defunti rappresenta per la floricoltura italiana il momento più importante dell'anno, con circa un quinto del fatturato concentrato in questo periodo.
Per questo Coldiretti Puglia rivolge un appello urgente alle istituzioni affinché si trovi una mediazione immediata e siano garantiti i flussi commerciali indispensabili alla movimentazione dei prodotti agricoli deperibili. Non si tratta soltanto di assicurare la consegna dei fiori ai mercati, ma di tutelare il reddito delle imprese agricole e il lavoro di migliaia di operatori lungo una filiera che proprio in questi giorni si gioca una parte decisiva della propria annata.