La ricostruzione del Carro Trionfale nel 1992, a parlarne sarà Tommaso Malerba
Appuntamento questa mattina nella sede di Agorà
domenica 12 aprile 2026
A pochi giorni dall'apertura dei festeggiamenti primaverili in onore della Madonna di Sovereto, l'associazione culturale Agorà dedica il 51° incontro all'imponente macchina da festa del Carro Trionfale il quale, come da tradizione, sfilerà ad agosto trainato dai timonieri con l'ausilio degli spingitori: un foltissimo corteo religioso, istituzionale e di fedeli ricorderà ancora una volta la vittoria del bue di Terlizzi su quello di Bitonto nell'aggiudicarsi l'icona bizantina.
"La ricostruzione del Carro Trionfale (1992) della Madonna di Sovereto" è il focus storico sul quale ci si soffermerà questa mattina, domenica 12 aprile, in compagnia di Tommaso Malerba, l'ingegnere esecutivo che ha curato la direzione dei lavori della realizzazione del Carro Trionfale a seguito dell'incendio del 22 agosto 1991.
All'epoca dei fatti era un giovane professionista poco più che trentenne che, per il suo riconosciuto talento e la precisione tecnica, fu scelto dall'architetto Michele Gargano, membro del Comitato "Pro ricostruzione Carro Trionfale" insieme a Mons. Gaetano Valente e allo storico Angelo D'Ambrosio. L'ottima attività svolta da Malerba, apprezzato per l'impegno profuso e la dedizione dimostrata, gli valse la riconferma del ruolo alla sovrintendenza dei lavori di montaggio e smontaggio del Carro per i vent'anni successivi.
Numerose le problematiche causate dalle fiamme all'impalcatura mobile alta più di venti metri. Il primo problema riguardò il reperimento dei materiali. All'indomani dell'incendio, infatti, di pezzi superstiti ce n'erano ben pochi: tutta la parte lignea era rovinata; la ferramenta, tuttavia, rimase pressoché intatta, come alcuni assi datati 1889 e parte delle ruote. Altra complicazione consisteva nel procurarsi i cd. longheroni, ossia delle travi lunghe che attraversano l'intero Carro trasversalmente e che hanno una lunghezza di circa undici metri.
A quel punto Malerba pensò bene di dare un taglio al passato e di impostare una nuova modalità d'intervento. Si rese necessario stendere un progetto che consentisse a chiunque di montare il Carro nel corso degli anni a venire: si maturò l'idea non solo di realizzare una sorta di "scatola di montaggio" con pezzi numerati, bulloni numerati, piastre numerate, ma anche di utilizzare il legno lamellare che è un materiale industriale, all'epoca poco conosciuto, che avrebbe consentito di ottenere qualsiasi sezione e qualsiasi lunghezza. Si proseguì poi con la traduzione in grafici delle valutazioni effettuate, così da metterle a disposizione di chi dovesse di volta in volta ricostruire o rimontare il Carro, in modo da evitare aggiunte o sottrazioni di libera interpretazione.
L'incontro si svolgerà per circa un'ora a partire dalle ore 10.45 nella sede sita in piazza Novembre n. 24. Porterà i suoi saluti Nuccia Di Rella, vicepresidente di Agorà; a introdurre l'ospite sarà Mariano Ceci, giovane ingegnere con le competenze adeguate per affrontare un argomento così di rilievo per i costumi della nostra comunità. Sarà assicurata la diretta Facebook sulla pagina dell'associazione.
"La ricostruzione del Carro Trionfale (1992) della Madonna di Sovereto" è il focus storico sul quale ci si soffermerà questa mattina, domenica 12 aprile, in compagnia di Tommaso Malerba, l'ingegnere esecutivo che ha curato la direzione dei lavori della realizzazione del Carro Trionfale a seguito dell'incendio del 22 agosto 1991.
All'epoca dei fatti era un giovane professionista poco più che trentenne che, per il suo riconosciuto talento e la precisione tecnica, fu scelto dall'architetto Michele Gargano, membro del Comitato "Pro ricostruzione Carro Trionfale" insieme a Mons. Gaetano Valente e allo storico Angelo D'Ambrosio. L'ottima attività svolta da Malerba, apprezzato per l'impegno profuso e la dedizione dimostrata, gli valse la riconferma del ruolo alla sovrintendenza dei lavori di montaggio e smontaggio del Carro per i vent'anni successivi.
Numerose le problematiche causate dalle fiamme all'impalcatura mobile alta più di venti metri. Il primo problema riguardò il reperimento dei materiali. All'indomani dell'incendio, infatti, di pezzi superstiti ce n'erano ben pochi: tutta la parte lignea era rovinata; la ferramenta, tuttavia, rimase pressoché intatta, come alcuni assi datati 1889 e parte delle ruote. Altra complicazione consisteva nel procurarsi i cd. longheroni, ossia delle travi lunghe che attraversano l'intero Carro trasversalmente e che hanno una lunghezza di circa undici metri.
A quel punto Malerba pensò bene di dare un taglio al passato e di impostare una nuova modalità d'intervento. Si rese necessario stendere un progetto che consentisse a chiunque di montare il Carro nel corso degli anni a venire: si maturò l'idea non solo di realizzare una sorta di "scatola di montaggio" con pezzi numerati, bulloni numerati, piastre numerate, ma anche di utilizzare il legno lamellare che è un materiale industriale, all'epoca poco conosciuto, che avrebbe consentito di ottenere qualsiasi sezione e qualsiasi lunghezza. Si proseguì poi con la traduzione in grafici delle valutazioni effettuate, così da metterle a disposizione di chi dovesse di volta in volta ricostruire o rimontare il Carro, in modo da evitare aggiunte o sottrazioni di libera interpretazione.
L'incontro si svolgerà per circa un'ora a partire dalle ore 10.45 nella sede sita in piazza Novembre n. 24. Porterà i suoi saluti Nuccia Di Rella, vicepresidente di Agorà; a introdurre l'ospite sarà Mariano Ceci, giovane ingegnere con le competenze adeguate per affrontare un argomento così di rilievo per i costumi della nostra comunità. Sarà assicurata la diretta Facebook sulla pagina dell'associazione.