L’appello di Puliamo Terlizzi: «Tornate a coltivare la terra»
Dopo l’ennesimo incendio al Lago dei Fiori: «Strappiamo queste aree al cemento e alla conurbazione»
martedì 1 settembre 2026
Dopo l'ennesimo incendio che nei giorni scorsi ha interessato l'area compresa tra via Chicoli e via Molfetta, torna a farsi sentire con forza la voce di Puliamo Terlizzi, associazione di volontariato da anni impegnata nella tutela dell'ambiente e nel monitoraggio delle criticità del territorio. Una zona che, come già segnalato più volte dall'associazione, continua a essere interessata da incendi, degrado e abbandono.
Questa volta, però, l'appello rivolto ai proprietari dei terreni assume una prospettiva più ampia e guarda direttamente al futuro di una porzione importante della periferia cittadina: «Cari proprietari di suoli edificabili, per favore, tornate a coltivare la terra!».
È questa la richiesta di Puliamo Terlizzi davanti a quello che l'associazione definisce un paesaggio ormai «triste, desolante, devastante», segnato negli anni da incendi che hanno colpito anche gli ulivi superstiti.
L'area del cosiddetto Lago dei Fiori, osserva l'associazione, non si trova in una zona remota delle campagne, ma «nella immediata periferia nord della città», a pochi passi da attività commerciali, da un asilo nido di prossima apertura, dal Polo Liceale e proprio alle spalle del Comando della Polizia Locale e di altri uffici comunali.
Una vicinanza al centro abitato che rende ancora più evidente il problema della gestione di questi terreni.
Per Puliamo Terlizzi, quello che un tempo era il «Lago dei Fiori» rischia ormai di essere ricordato come il «Lago dei fuochi». Un'area edificabile da tempo, inserita nel più ampio quadro urbanistico del Piano Regolatore Generale del 2000, che secondo l'associazione dovrebbe essere ripensato alla luce dei cambiamenti demografici e ambientali intervenuti negli ultimi decenni.
«La Puglia sta bruciando come non mai», sottolinea Puliamo Terlizzi, evidenziando quello che considera il risultato dell'intreccio tra crisi climatica, incendi e mancata tutela del territorio. Sul fronte della prevenzione, l'associazione ricorda inoltre che diversi proprietari avevano adempiuto alle prescrizioni previste dall'ordinanza antincendio, ma ritiene ormai insufficiente il solo sfalcio della vegetazione.
«Il fuoco cammina – è il ragionamento dell'associazione – e anche più velocemente dove trova biomassa secca». Per questo, laddove la vegetazione infestante è particolarmente fitta, viene indicata la necessità di intervenire anche attraverso l'aratura dei terreni.
Da qui la proposta rivolta direttamente ai proprietari: rimettere in produzione quei suoli.
«Non riuscite a farlo? Dateli in affitto a chi può farlo», è l'invito di Puliamo Terlizzi, pensando in particolare ai giovani agricoltori che potrebbero prendersi cura dei terreni durante tutto l'anno e restituire loro una funzione produttiva.
Questa volta, però, l'appello rivolto ai proprietari dei terreni assume una prospettiva più ampia e guarda direttamente al futuro di una porzione importante della periferia cittadina: «Cari proprietari di suoli edificabili, per favore, tornate a coltivare la terra!».
È questa la richiesta di Puliamo Terlizzi davanti a quello che l'associazione definisce un paesaggio ormai «triste, desolante, devastante», segnato negli anni da incendi che hanno colpito anche gli ulivi superstiti.
L'area del cosiddetto Lago dei Fiori, osserva l'associazione, non si trova in una zona remota delle campagne, ma «nella immediata periferia nord della città», a pochi passi da attività commerciali, da un asilo nido di prossima apertura, dal Polo Liceale e proprio alle spalle del Comando della Polizia Locale e di altri uffici comunali.
Una vicinanza al centro abitato che rende ancora più evidente il problema della gestione di questi terreni.
Per Puliamo Terlizzi, quello che un tempo era il «Lago dei Fiori» rischia ormai di essere ricordato come il «Lago dei fuochi». Un'area edificabile da tempo, inserita nel più ampio quadro urbanistico del Piano Regolatore Generale del 2000, che secondo l'associazione dovrebbe essere ripensato alla luce dei cambiamenti demografici e ambientali intervenuti negli ultimi decenni.
«La Puglia sta bruciando come non mai», sottolinea Puliamo Terlizzi, evidenziando quello che considera il risultato dell'intreccio tra crisi climatica, incendi e mancata tutela del territorio. Sul fronte della prevenzione, l'associazione ricorda inoltre che diversi proprietari avevano adempiuto alle prescrizioni previste dall'ordinanza antincendio, ma ritiene ormai insufficiente il solo sfalcio della vegetazione.
«Il fuoco cammina – è il ragionamento dell'associazione – e anche più velocemente dove trova biomassa secca». Per questo, laddove la vegetazione infestante è particolarmente fitta, viene indicata la necessità di intervenire anche attraverso l'aratura dei terreni.
Da qui la proposta rivolta direttamente ai proprietari: rimettere in produzione quei suoli.
«Non riuscite a farlo? Dateli in affitto a chi può farlo», è l'invito di Puliamo Terlizzi, pensando in particolare ai giovani agricoltori che potrebbero prendersi cura dei terreni durante tutto l'anno e restituire loro una funzione produttiva.