Il saluto del sindaco di Terlizzi a S.E. Monsignor Cprnacchia
La lettera aperra per ringraziarlo della sua guida paterna durante il suo ministero episcopale
È con un sentimento di profonda e commossa gratitudine che, in qualità di Sindaco e rappresentante di tutta la comunità terlizzese, Le porgo il saluto più grato e solenne in occasione del termine del Suo mandato pastorale.
Il legame che si è instaurato tra la nostra città e la Sua guida illuminata trascende la semplice funzione istituzionale. In ogni Suo gesto, ogni Sua omelia, abbiamo ravvisato quella rara combinazione di sapienza teologica e profonda umanità, che ha reso il Suo episcopato un faro di speranza in un'epoca di incertezze, conflitti e guerre.
Eccellenza, Lei ha sempre speso parole di speranza per costruire e radicare in noi una coscienza di pace. Ci ha insegnato, con la forza mite del Suo magistero, che la pace è un cantiere aperto che richiede il coraggio quotidiano del perdono, dell'accoglienza e della giustizia.
La Sua voce si è alzata, ferma e paterna, per ricordarci che essere artigiani di pace significa anzitutto disarmare i cuori, abbattere i muri dell'indifferenza e guardare l'altro come un fratello. In ogni Suo appello abbiamo scorto l'invito pressante a non rassegnarci alla logica della forza, esortandoci a divenire noi stessi, come cittadini e come credenti, presidi viventi di concordia e di solidarietà.
Questa eredità di pace, che Lei ci lascia, resterà scolpita nella nostra memoria collettiva, come un impegno solenne da onorare ogni giorno nel servizio al bene comune.
Custodiremo nel cuore, con particolare emozione, i momenti di altissima spiritualità vissuti insieme durante le nostre tradizioni più care. Penso alla solennità del 23 aprile, quando sotto lo sguardo di Maria Santissima di Sovereto, la Sua presenza ha saputo dare voce alla devozione autentica della nostra terra.
E come dimenticare l'emozione dei giorni di agosto, quando il passaggio del maestoso Carro Trionfale ha visto Lei, Eccellenza, camminare al fianco dei cittadini, facendosi pastore tra la gente in un abbraccio di fede che unisce generazioni intere.
E come dimenticare la Sua costante presenza tra noi, raccolto in preghiera, sfidando il freddo delle sere della Settimana Santa, diventando per noi il primo e più saldo conforto lungo il cammino dei Misteri?
In questi anni, Lei ha saputo onorare la memoria storica di questa città, custode fiera dell'eredità di Don Pietro Pappagallo, martire delle Fosse Ardeatine.
I Suoi messaggi, intrisi di una pace autentica e di una speranza incrollabile, sono stati balsamo per le nostre ferite e forza per i nostri passi.
Accanto a questa missione spirituale, desidero sottolineare con profonda gratitudine la Sua sensibilità verso la nostra identità storica. Un ringraziamento particolare va al Suo costante e instancabile impegno per dare una giusta e dignitosa collocazione all'immenso patrimonio culturale lasciato da don Gaetano Valente. Lei ha compreso fin da subito che la memoria di un popolo risiede nelle sue carte, nei suoi studi e nella sua bellezza; grazie alla Sua visione, quel tesoro di sapienza non è rimasto chiuso in un cassetto, ma è stato restituito alla comunità come eredità viva e pulsante.
Attenzione mostrata anche con la raccolta firme con cui Lei ha accompagnato, insieme a S. E. Mons. Felice di Molfetta, la proposta di intitolare a Mons Valente una strada, subito recepita dall'Amministrazione comunale e ormai pronta per concretizzarsi tra qualche settimana.
Nel congedarci ufficialmente, desideriamo sottolineare i pilastri che hanno caratterizzato il Suo operato tra noi.
Un esempio costante di integrità che ha richiamato ciascuno di noi, nelle Istituzioni, alla responsabilità verso il bene comune.
La Sua instancabile ricerca di armonia sociale, tesa a ricucire le ferite del tessuto comunitario con la delicatezza della parola.
Un'attenzione mai formale, ma sostanziale, verso i poveri e gli emarginati, che ha reso la nostra città più accogliente e solidale.
Il Suo operato si è distinto per una presenza discreta, ma costante nel cuore della nostra gente. Ha scelto consapevolmente di rifuggire il clamore delle cronache, preferendo la via del dialogo silenzioso e dell'ascolto partecipe, condividendo con umiltà le fatiche e le speranze della vita quotidiana della nostra comunità.
Eccellenza, la Sua profonda vicinanza alla gente si è manifestata anche in quei momenti di gioiosa semplicità, come quando, in occasione dell'inizio del corso di cucito "Un filo tira l'altro" presso la Chiesa Santa Maria della Stella, ha accettato con grande umiltà e simpatia di farsi prendere le misure per il taglio di un paio di pantaloni, facendoci sentire tutti parte di una vera famiglia.
In questo Suo stile sobrio e paterno, abbiamo ritrovato la guida sicura di cui avevamo bisogno: una presenza che non si è imposta, ma è entrata a far parte della nostra vita con la grazia di chi serve con amore.
Per questo Suo esserci sempre, con semplicità e dedizione, Le porgiamo oggi il nostro grazie più sincero.
Ricordo bene quando intervenni in Consiglio comunale, in occasione del suo insediamento, all'epoca ero un semplice consigliere comunale, per darle il benvenuto e lei mi chiese copia del mio intervento per il suo archivio personale.
Eccellenza, il Suo passaggio tra noi lascia una traccia indelebile. Anche se gli obblighi formali giungono al termine, il patrimonio spirituale e intellettuale che ci consegna sarà un riferimento per le generazioni a venire.
Le auguriamo che questo nuovo tempo di riflessione e preghiera possa essere fecondo di pace e salute, certi che questa terra rimarrà per sempre legata al Suo ricordo con filiale devozione.
La salutiamo con i sensi della nostra più alta stima e gratitudine.
Grazie e ancora grazie a nome di tutta la comunità terlizzese!
Il Sindaco
Ing Michelangelo De Chirico Sindaco di Terlizzi