Il prof. Pasquale Summo non c'è più: il ricordo del sindaco di Terlizzi
Ieri pomeriggio i funerali a Santa Maria La Nova
Con la scomparsa del prof. Pasquale Summo, in arte Ciccillo Minguccio, perdiamo un uomo che ha dedicato una vita intera alla nostra comunità, alla nostra cultura e alla nostra lingua.
È stato docente stimato, uomo di cultura e straordinario interprete del teatro vernacolare terlizzese.
Ha saputo prendere parole antiche, espressioni che rischiavano di scomparire, e riportarle alla vita. Le ha consegnate alle nuove generazioni attraverso il teatro, l'ironia, la satira e quella capacità tutta sua di farci ridere dei nostri difetti per aiutarci anche a riflettere su noi stessi.
Le sue commedie hanno raccontato le nostre famiglie, le nostre abitudini, i nostri vizi e le nostre contraddizioni. Insieme a Pasquale Malerba ha scritto pagine che resteranno nella memoria della nostra città, davanti a sale continuamente gremite.
Ma c'è una cosa che ricordo in modo particolare.
Alla fine delle sue rappresentazioni, Pasquale trovava sempre il modo di parlare del Teatro Comunale. Lo chiedeva, lo evocava, lo sognava. Oggi posso dirgli che quel teatro è ormai alle battute finali dei lavori. Presto tornerà ad essere della città.
E quando quelle luci si riaccenderanno e quel palcoscenico tornerà a vivere, Pasquale sarà lì. Nelle parole del nostro vernacolo, nelle risate, nella memoria di chi lo ha conosciuto e nell'affetto di un'intera comunità.
A nome mio e dell'Amministrazione comunale, mi stringo alla sua famiglia e a tutte le persone che gli sono state accanto nella sua straordinaria avventura umana e artistica.
Ciao, Pasquale. E grazie per averci insegnato che anche una lingua può diventare memoria, identità e futuro.