Giuseppe Francese, 100 anni e un desiderio per Terlizzi

Un secolo di vita, una lunga storia legata al Sarcone e un sogno ancora vivo

venerdì 11 settembre 2026
A cura di Paolo Alberto Malerba
Cento anni sono tanti, ma ci sono traguardi che, più ancora del numero, raccontano una vita intera, le persone incontrate, il lavoro svolto e i luoghi a cui si è rimasti profondamente legati.
Il dottor Giuseppe Francese, originario di Molfetta, ha festeggiato il suo centesimo compleanno circondato dall'affetto di chi gli è stato vicino nel corso degli anni. Una vita lunga e intensa, segnata anche dal rapporto con Terlizzi e con il suo ospedale "Michele Sarcone", dove arrivò per lavorare e del quale divenne direttore sanitario. Un incarico che lo portò successivamente a ricoprire anche il ruolo di direttore sanitario dell'allora ASL Bari 5.

Del Sarcone si prese cura davvero. E chi ha vissuto quegli anni ricorda un ospedale capace di offrire numerosi servizi, punto di riferimento per Terlizzi e per un territorio ben più ampio.
Oggi, a distanza di tanti anni, quel legame è ancora intatto. Tanto che, nel giorno del suo compleanno, quando è arrivato il momento della torta e gli è stato chiesto di esprimere un desiderio, Giuseppe Francese ha sorpreso tutti con una risposta commossa, ma al tempo stesso straordinariamente lucida. Il suo pensiero non è andato a qualcosa di personale, ma alla comunità che ha conosciuto e alla quale è rimasto affezionato: «Vorrei che il nostro ospedale tornasse quello di una volta..».

Parole semplici, capaci di racchiudere una parte importante della sua storia.
E forse anche il segreto di questo secolo di vita, Giuseppe lo racconta con altrettanta semplicità. «Il segreto è stato prendermi cura di me stesso, pensare al futuro e investire nel futuro», spiega, con riferimento all'importanza di avere sempre attenzione per la propria persona, sottoporsi ai controlli e mantenere nel tempo uno stile di vita attento e responsabile.
Da più di vent'anni, al suo fianco, c'è Valbona, che tutti chiamano Valeria. Una presenza diventata nel tempo molto più di un semplice aiuto nella quotidianità: insieme al marito Roberto e alla figlia Chiara, Valeria è diventata parte della famiglia di Giuseppe. Da oltre vent'anni si prende cura di lui, accompagnandolo nella vita di ogni giorno con affetto e attenzione.

Giuseppe vive praticamente da solo da dodici anni, dopo la scomparsa, nel 2014, della moglie Pierina, alla quale era profondamente legato. Una storia condivisa per una vita intera: erano cresciuti insieme, avevano frequentato la stessa scuola e costruito un legame che ha attraversato gli anni e le stagioni della loro esistenza.
Oggi Giuseppe guarda a quel secolo trascorso con la serenità di chi ha ancora qualcosa da chiedere al futuro. E il suo desiderio più grande non riguarda se stesso. Riguarda Terlizzi, il suo ospedale e una comunità che evidentemente sente ancora parte della propria storia.