Festa Maggiore, il primo pontificale di Mons. Basile: «Nella paura affidiamoci a Dio»

Suggestive le riflessioni sul coraggio durante le traversate della quotidianità

domenica 9 agosto 2026 13.57
A cura di Vincenza Urbano
Si è rivelato una profonda riflessione sul coraggio il pontificale celebrato dal vescovo Mons. Domenico Basile questa afosa domenica mattina, 9 agosto, in onore dei festeggiamenti di Maria SS. di Sovereto: si tratta di una nuova tappa biografica per Sua Eccellenza che per la prima volta si è occupato della cerimonia eucaristica della tranche estiva della Festa Maggiore. E per l'importante occasione terlizzese ha scelto di concentrarsi sul tema della forza d'animo di agire nonostante il timore, il pericolo o l'incertezza: coraggio non come assenza di paura, ma quale capacità di affrontarla con raziocinio e consapevolezza.

Paragonando alcune fasi dell'esistenza a una «traversata» in cui ciascuna persona è messa a dura prova, emergono le fragilità comuni di uomini e donne di guardare soprattutto alle onde del mare in tempesta – rappresentative di problemi gravosi, malattie, futuro poco roseo – piuttosto che tenere lo sguardo fisso sulla mano tesa di Dio. La paura, come meccanismo di difesa di sé, spinge a chiudersi a riccio e a non proiettare lo sguardo oltre la dimensione di malessere o a vagliare nuove prospettive.

È proprio questo il concetto chiave dell'omelia di Mons. Basile: «In ogni passaggio della vita non siamo soli, ancor più nell'esperienza della paura. Dio non ci abbandona e ci invoglia a cercarlo. Su chi ci appoggiamo quando il vento è contrario? Su noi stessi o su chi tende la mano?». A fronte di un senso di spaesamento e irrigidimento del corpo e della mente indotto dal preservarsi da fattori di minaccia alla propria sfera, sarebbe, invece, terapeutico estraniarsi dai rumori esterni e raccogliersi in un silenzio conciliante con Nostro Signore.

«Dio è presente come fonte di viaggio e di salvezza. La fiducia in Lui mai ci lascia soli» è l'ulteriore osservazione di Mons. Basile attraverso il richiamo ad alcuni sacerdoti-artisti stranieri – come Péter Prokop e Marko Rupnik – i quali hanno raffigurato la traversata puntando tutto sul gesto divino del "prendere per il polso": in tal modo Dio non si limita a offrire un aiuto, ma afferra ciascuno di noi con forza quando non riusciamo più a venire fuori dall'oscurità.

«La fede nel Signore deve essere la luce che brilla in ogni traversata. Se vacilliamo e la paura chiude il nostro cuore, Dio continua a invitarci». Allo stesso modo, però, tocca a ognuno di noi orientarsi in maniera solidale verso il prossimo, stando accanto a chi è sopraffatto dalla paura di non farcela, poiché il fulcro solido di una collettività si ravvisa anche nell'abbracciare chi non tiene il passo.

Infine, l'invocazione alla Patrona di Terlizzi in questa giornata che non è un mero tributo di fede, ma si atteggia a tradizione radicata nella storia della comunità: «Che Maria SS. di Sovereto indichi il cammino per ogni traversata».
Pontificale Festa Maggiore
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