Crisi olivicola, i sindaci al fianco degli agricoltori. Il comparto «Ora attendiamo i fatti»

In Prefettura a Bari consegnato l’esposto-denuncia del Comitato “Rivolta Olivicoltori”

sabato 10 ottobre 2026
A cura di Paolo Alberto Malerba
La crisi dell'olivicoltura approda in Prefettura, dove le ragioni degli agricoltori hanno incontrato quelle delle istituzioni locali. Giovedì 8 ottobre, a Bari, una delegazione di sindaci e rappresentanti istituzionali della Città metropolitana di Bari e della provincia di Barletta-Andria-Trani ha incontrato la prefetta Rossana Riflesso e i rappresentanti del Comitato di Olivicoltori, in un confronto dedicato alle difficoltà che stanno attraversando le aziende agricole e l'intera filiera olivicolo-olearia.

Al centro della riunione, una situazione che, alla vigilia della raccolta delle olive, ha raggiunto livelli di particolare gravità, mettendo a rischio la sostenibilità economica delle imprese, il lavoro dei produttori e l'attività dei frantoi. Una crisi che va oltre i confini del comparto agricolo e investe direttamente l'economia, l'occupazione e il tessuto sociale di territori nei quali l'olivicoltura rappresenta una componente essenziale della storia produttiva e dell'identità locale.
Nel corso dell'incontro, gli amministratori hanno ascoltato le istanze degli operatori, condividendo la necessità di individuare risposte tempestive. Tra le richieste avanzate figurano l'istituzione di un fondo straordinario nazionale destinato all'olivicoltura, interventi sul credito attraverso il ristoro degli interessi e la sospensione delle rate, garanzie ISMEA, agevolazioni contributive e sostegni diretti alle aziende. A queste si aggiungono misure per compensare l'aumento dei costi di produzione, l'attivazione dello stoccaggio privato dell'olio, maggiori tutele rispetto alle importazioni dai Paesi terzi e strumenti più efficaci di tracciabilità della filiera, a partire dal Documento di trasporto elettronico.

La posizione espressa dai sindaci è stata netta: gli enti locali intendono sostenere le rivendicazioni del comparto, anche attraverso la presentazione di ordini del giorno nei rispettivi Consigli comunali. Un impegno che, tuttavia, dovrà accompagnarsi a interventi concreti da parte del Governo, chiamato a rispondere a un'emergenza che rischia di compromettere la prossima campagna olivicola.
I rappresentanti istituzionali hanno ringraziato la prefetta Rossana Riflesso per aver accolto le sollecitazioni degli operatori e promosso il confronto. La Prefettura si è impegnata a scrivere al Governo per sollecitare il riconoscimento dello stato di crisi, già richiesto dalla Regione Puglia, e l'adozione di misure immediate a sostegno degli olivicoltori.

La giornata ha segnato anche un passaggio importante nell'iniziativa del Comitato di base "Rivolta Olivicoltori", che ha consegnato alla prefetta un esposto-denuncia relativo a quello che gli stessi produttori definiscono il «furto di reddito» subito dal settore.
A darne conto, è il terlizzese e tecnico agrario Raffaele Cataldi, componente del Comitato, che ha sottolineato il valore del confronto istituzionale e la necessità che agli impegni seguano provvedimenti effettivi. La Prefetta, secondo quanto riferito dal Comitato, ha fatto proprio il documento, impegnandosi a trasmetterlo al Governo centrale già nelle ore successive, con la richiesta di risposte rapide e concrete a partire dai primi tre provvedimenti indicati dagli olivicoltori.

Cataldi ha inoltre evidenziato l'apprezzamento espresso dalla Prefetta per il modo pacato, civile e responsabile con cui è stata condotta la manifestazione. Un aspetto che, nelle parole del componente del Comitato, conferma come la forza delle rivendicazioni risieda nelle ragioni stesse della protesta e nella capacità di rappresentarle con fermezza, dignità e rispetto delle istituzioni.
Resta, tuttavia, l'attesa per le decisioni che dovranno arrivare da Roma. Il Comitato ha chiarito che, in assenza di risposte in tempi brevi e di misure capaci di incidere concretamente sulla crisi, la mobilitazione proseguirà nel rispetto della legge e delle istituzioni.

La consegna dell'esposto rappresenta dunque un primo passaggio, ma non ancora una soluzione. Per gli olivicoltori, alle prese con costi di produzione elevati e ricavi sempre più difficili da garantire, il tempo delle attese si sta esaurendo. E con la raccolta ormai alle porte, la necessità di decisioni concrete non riguarda soltanto il futuro delle singole aziende, ma quello di un'intera filiera e delle comunità che da essa dipendono.
Crisi olivicola © Paolo Alberto Malerba