Assalto al postamat di via Quercia: due esplosioni, ma il colpo non va a segno
È accaduto alle ore 02.45. I malviventi, secondo i primi accertamenti, non sono riusciti a portare via nulla: lo sportello era fuori uso
martedì 2 giugno 2026
8.41
Un altro episodio, a dieci giorni dal precedente a Giovinazzo, si inserisce nella lunga scia di assalti agli istituti bancari e postali. In nottata, infatti, a Terlizzi è stato fatto saltare lo sportello dell'ufficio postale di via Quercia: il postamat, però, era fuori uso e i banditi, secondo i primi accertamenti, sono scappati a mani vuote.
Uguale ai precedenti assalti è stata la tecnica impiegata, quella della "marmotta", dal metodo utilizzato per scardinare gli sportelli automatici, con metodi sempre invasivi: la doppia deflagrazione ha svegliato chi risiede nei paraggi. Il piano è stato dettagliato, nella sua semplicità. I banditi, forse gli stessi di altre scorribande avvenute durante gli ultimi mesi - un commando formato da almeno quattro persone -, hanno atteso che calasse il buio più pesto e che arrivasse l'orario giusto.
Alle ore 02.45, tutti incappucciati, si sono presentati su un'Alfa Romeo Giulietta di colore scuro davanti all'ufficio postale: uno di questi aveva il volto celato da una maschera di carnevale. Poi, dopo aver inserito del materiale esplosivo - anche questa volta due cariche - all'interno dell'erogatore automatico di banconote, hanno scardinato il postamat per poi cercare di recuperare il denaro presente all'interno. Un'azione velocissima che, però, ha solo provocato danni ingenti alla struttura.
La banda, per garantirsi la fuga, ha disseminato fra via Quercia e via Bovio vari chiodi a tre punti, prima di dileguarsi, mentre l'onda d'urto ha danneggiato l'edificio postale. La dinamica, da mesi oramai, è sempre la stessa: i malviventi hanno impiegato la tecnica della "marmotta", un oggetto con un cono metallico capace di contenere la polvere da sparo. All'estremità opposta, invece, si trova l'innesco, che viene azionato dopo aver inserito il manufatto nell'erogatore delle banconote.
Un dispositivo dalla "coda piatta", usato spesso per simili assalti ai bancomat e ai postamat, ma con risultati non sempre efficaci per i malviventi. In questo caso, però, la doppia esplosione ha danneggiato l'ufficio postale che resterà chiuso per alcuni giorni, mentre i malviventi sono fuggiti a mani vuote. Pochi minuti dopo la doppia esplosione, sono intervenuti, con una pattuglia della Securpol, i Carabinieri che hanno eseguito gli accertamenti e i rilievi, prima di cominciare le indagini.
Con i militari della Tenenza cittadina, che hanno acquisito le immagini dei circuiti di videosorveglianza, sono arrivati i colleghi della Squadra Artificieri e i Vigili del Fuoco del Distaccamento di Molfetta. Non si esclude che la banda possa essere formata dagli stessi uomini che, nelle scorse settimane, hanno colpito altrove.
Uguale ai precedenti assalti è stata la tecnica impiegata, quella della "marmotta", dal metodo utilizzato per scardinare gli sportelli automatici, con metodi sempre invasivi: la doppia deflagrazione ha svegliato chi risiede nei paraggi. Il piano è stato dettagliato, nella sua semplicità. I banditi, forse gli stessi di altre scorribande avvenute durante gli ultimi mesi - un commando formato da almeno quattro persone -, hanno atteso che calasse il buio più pesto e che arrivasse l'orario giusto.
Alle ore 02.45, tutti incappucciati, si sono presentati su un'Alfa Romeo Giulietta di colore scuro davanti all'ufficio postale: uno di questi aveva il volto celato da una maschera di carnevale. Poi, dopo aver inserito del materiale esplosivo - anche questa volta due cariche - all'interno dell'erogatore automatico di banconote, hanno scardinato il postamat per poi cercare di recuperare il denaro presente all'interno. Un'azione velocissima che, però, ha solo provocato danni ingenti alla struttura.
La banda, per garantirsi la fuga, ha disseminato fra via Quercia e via Bovio vari chiodi a tre punti, prima di dileguarsi, mentre l'onda d'urto ha danneggiato l'edificio postale. La dinamica, da mesi oramai, è sempre la stessa: i malviventi hanno impiegato la tecnica della "marmotta", un oggetto con un cono metallico capace di contenere la polvere da sparo. All'estremità opposta, invece, si trova l'innesco, che viene azionato dopo aver inserito il manufatto nell'erogatore delle banconote.
Un dispositivo dalla "coda piatta", usato spesso per simili assalti ai bancomat e ai postamat, ma con risultati non sempre efficaci per i malviventi. In questo caso, però, la doppia esplosione ha danneggiato l'ufficio postale che resterà chiuso per alcuni giorni, mentre i malviventi sono fuggiti a mani vuote. Pochi minuti dopo la doppia esplosione, sono intervenuti, con una pattuglia della Securpol, i Carabinieri che hanno eseguito gli accertamenti e i rilievi, prima di cominciare le indagini.
Con i militari della Tenenza cittadina, che hanno acquisito le immagini dei circuiti di videosorveglianza, sono arrivati i colleghi della Squadra Artificieri e i Vigili del Fuoco del Distaccamento di Molfetta. Non si esclude che la banda possa essere formata dagli stessi uomini che, nelle scorse settimane, hanno colpito altrove.