Andrea Vino, poeta finalista al Concorso internazionale di poesia "Habere Artem"

"Ecco un lago" la poesia che sarà premiata il prossimo febbraio

giovedì 26 dicembre 2019 11.17
A cura di Vincenza Urbano
Poeta finalista al XX Concorso internazionale di poesia "Habere Artem". Si tratta di Andrea Vino, terlizzese di ventotto anni che il prossimo febbraio sarà premiato per i suoi versi inediti da una giuria presieduta da Giuseppe Aletti e Francesco Gazzè. «Habere Artem è un concorso letterario promosso per dare spazio ai poeti e agli scrittori emergenti», ci spiega Vino, «È una vetrina sul viale della letteratura contemporanea».

La passione per la poesia nasce sin da subito nel nostro giovane concittadino. I primi approcci risalgono alla quarta elementare quando, in occasione di una visita a scuola da parte del campione paraolimpico Luca Mazzone, ne compose una in rima. Poi un'altra ancora, questa volta per la sua adorata nonna. Ne è seguito un periodo «silente», sino a che non ha preso coscienza di quanto la scrittura in versi potesse arricchirlo.

«È stata una terapia a tutti gli effetti. Sentivo la necessità di scrivere, parlando anche di me e di cosa mi capitasse, ma senza espormi in maniera del tutto esplicita. Era quel dire e non dire che alleviava un po' i miei pensieri». È dal secondo anno di università che Andrea mette su carta il fluire delle sue riflessioni e dei suoi sentimenti.

Laureatosi a Bari in "Lingue e letterature straniere" e in "Traduzione specialistica", dopo sacrifici, titubanze e soddisfazioni, a luglio scorso ha coronato uno dei suoi sogni: la pubblicazione di "A tutte le ore", la sua prima raccolta poetica. In un excursus sulla sua esistenza degli ultimi sette anni, Vino affronta le problematiche accomunate a una specifica fascia di età. «Dubbi sul futuro, il mio ruolo nella società, l'amore, i sogni in cui continuo a credere».

S'interroga, invece, su di un lago la poesia con la quale si è aggiudicato la posizione di finalista al concorso di Habere Artem. "Ecco un lago" (i cui versi rimangono riservati fino alla premiazione) si sofferma sul concetto della calma e della solitudine in un luogo fermo, ma scenario di mille storie, quale, ad esempio, cornice di un viaggio. «Nella fattispecie racconto di un viaggio ormai terminato. Cerco di tirare un po' le somme su quanto esso abbia dato e tolto. Un viaggio statico e non in movimento».

Numerosi i progetti nel cassetto. Alla poesia, infatti, si affiancherà l'esercizio in prosa, attraverso una serie di racconti assurdi, ironici, con una punta di cinica realtà.