A Terlizzi definitivamente rimossa un'antenna 5G

Al centro di una lunga e accesa contestazione

venerdì 24 luglio 2026
Nei giorni scorsi a Terlizzi (BA) è stata definitivamente smantellata l'antenna 5G installata su un immobile rientrante tra gli "edifici e complessi di valore monumentale" al centro di una lunga e accesa contestazione che aveva mobilitato famiglie, professionisti e le associazioni "Puliamo Terlizzi Aps" e "Legambiente Circolo Di Terlizzi - Amici Di Vito E Clara", tra istanze formali, accesso agli atti e dialogo con le istituzioni interessate, tutti coordinati dall'avv. De Lucia Annaluisa residente nella zona.

Di seguito il comunicato stampa dell'associazione "Puliamo Terlizzi Aps".
«La rimozione dell'impianto segna un risultato significativo per i residenti che, fin dall'inizio, hanno promosso un'azione civica volta a contestarne l'installazione.
La rimozione dell'antenna avvenuta in pendenza del ricorso dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR), rende il risultato ancora più rilevante sotto il profilo pratico; la decisione di
procedere alla definitiva dismissione dell'impianto rappresenta infatti un punto di svolta nella vicenda, pur in attesa della conclusione del contenzioso amministrativo.
Per i residenti della zona si tratta della dimostrazione che la determinazione dei cittadini, quando si traduce in un'azione organizzata, responsabile e supportata da un'efficace strategia legale, può incidere concretamente sulle decisioni che riguardano il territorio. Come afferma l'avv. De Lucia Annaluisa - promotrice delle iniziative - "il nostro obiettivo non è mai stato quello di opporci al progresso tecnologico a condizione che nel rispetto delle regole e del contesto urbano l'innovazione si concili con la tutela dei beni storici, dell'ambiente e del paesaggio e che il diritto alla connettività si bilanci con l'articolo 32 della Costituzione sulla tutela della salute"; il risultato attuale "non è soltanto la rimozione di un'antenna ma il riconoscimento del valore della partecipazione civica.

È la prova che i cittadini, quando fanno sentire la propria voce con serietà, competenza e nel rispetto delle regole, possono ottenere risultati importanti".
La vicenda rappresenta oggi un precedente destinato a essere ricordato dalla comunità locale come un esempio di cittadinanza attiva, capace di trasformare la protesta in un percorso istituzionale, in un'azione concreta, organizzata e fondata sul rispetto delle regole, che ha condotto al risultato auspicato».