16 aprile, Terlizzi si è stretta alla sua patrona

Fede e commozione per l’icona di Maria Vergine di Sovereto

venerdì 17 aprile 2026 7.34
A cura di Paolo Alberto Malerba
È il 16 aprile. Alle 14,00, al rintocco delle campane, la città sembra trattenere il respiro. Poi, all'improvviso, i portoni della Concattedrale si aprono e accade qualcosa che ogni anno si rinnova con la stessa, incredibile intensità: i fedeli si affrettano, corrono, verso l'interno della chiesa, come richiamati da un legame profondo, viscerale. Umiltà, devozione autentica, bisogno di esserci.

Gli sguardi si fanno lucidi, le mani si stringono, qualcuno sussurra una preghiera, altri restano in silenzio. In quei momenti, davanti alla Sacra Icona di Maria Santissima di Sovereto, si coglie tutta la forza di una comunità capace ancora di emozionarsi e di emozionare. Un sentimento vivo, tramandato e condiviso.
Subito dopo, la chiesa si riempie di un canto corale, intenso, avvolgente: la Salve Regina. Le voci si intrecciano, si alzano all'unisono e riempiono ogni spazio, trasformando quel momento in qualcosa di profondamente spirituale. È un istante sospeso, in cui il tempo sembra fermarsi e ogni presente si fonde con il passato, con le generazioni che hanno vissuto lo stesso rito. Con un pensiero delicato a chi non vive più su questa terra.

A seguire, il momento di preghiera guidato dal parroco don Roberto De Bartolo, alla presenza del vicario parrocchiale don Gianluca D'Amato, ha raccolto ulteriormente i fedeli in un clima di partecipazione. Parole semplici, ma cariche di significato, che hanno accompagnato i presenti in un dialogo con la fede e col desiderio di pace nel mondo.
Poco dopo, anche i momenti più identitari e partecipati hanno trovato spazio all'interno della giornata: l'ingresso del pastorello con la pecorella, gesto antico e simbolico che continua a emozionare grandi e piccoli; l'ingresso del Comitato Feste Patronali 2026, guidato da Nino Barione; e quello, sempre coinvolgente, del complesso bandistico "Vito Giuseppe Millico", le cui note hanno contribuito a creare un'atmosfera carica di pathos e appartenenza.

La giornata è poi proseguita con gli altri appuntamenti del programma religioso e civile. In serata, la comunità si è raccolta nuovamente attorno alla Sacra Icona per la processione, vissuta con compostezza e profonda partecipazione, seguita dalla Celebrazione Eucaristica presieduta da S.E. Mons. Domenico Cornacchia.
Il 16 aprile si è così confermato, ancora una volta, come il giorno più sentito per Terlizzi. Un'esperienza collettiva di fede e appartenenza, in cui una comunità intera si ritrova, si riconosce e si commuove davanti alla propria Madre.
16 aprile © Paolo Alberto Malerba
16 aprile © Paolo Alberto Malerba
16 aprile © Paolo Alberto Malerba
16 aprile © Paolo Alberto Malerba
16 aprile © Paolo Alberto Malerba
16 aprile © Paolo Alberto Malerba
16 aprile © Paolo Alberto Malerba
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